Cambiare idea
La settimana santa del trail, il primo compleanno di Ludovico e una lezione che Socrate conosceva già: sapere chi siamo oggi conta più di chi eravamo ieri.
Questa settimana è la settimana santa, per tutti. Per me lo è di più.
Questa settimana gli occhi del mondo della corsa, del trail soprattutto, ma ormai mi sento di scrivere della corsa in generale, sono puntati su Lavaredo Ultra Trail by UTMB: la settimana della LUT è considerata la settimana santa. Questa settimana peraltro è coincidente con la settimana di WSER: i più grandi sono tutti lì.
Questa settimana dell’anno scorso era sempre “santa”: LUT si corre sempre l’ultima settimana di giugno. Questa settimana un anno fa io… Io stavo partorendo: noi abbiamo fatto Ludovico Ultra Trail il 26 giugno.
Questa settimana Ludovico, il mio piccolo bimbo, compie un anno.
Domenica stavo facendo il lungo: 21 km, sì, non lunghissimo, ma con 1600 d+: questo rende quei km lunghi, quasi fossero più del doppio. La salita è faticosa, la discesa anche, nei punti poco corribili soprattutto (la definizione di corribile secondo me è ad personam: io sono una foca a scendere).
Domenica ho avuto modo di riflettere: vivo una fase della mia vita da madre in cui stare lontana da mio figlio per qualcosa che non sia obbligatorio (il lavoro, per esempio) non mi va, non mi va più.
Ad aprile ho corso Tuscany Crossing 53km: è stata la mia prima ultra e sono convinta che non sarà l’unica ma adesso non è il momento di prepararne altre, non perché correre e stare la fuori non mi piaccia, anzi, bramo farlo, ma per un tempo maggiormente limitato. Ad aprile sentivo forte la voglia di riprendermi ciò che non avevo potuto fare ed essere durante la gravidanza e l’immediato post partum, ora invece sento una cosa diversa.
Ho davvero voglia di far colazione con Ludo, di portarlo fuori in bicicletta, di fare passeggiate in montagna con lui, di vedere gli amici: ho voglia di fatto della prima vera estate con lui, poiché la scorsa era troppo piccolo per tutto. Anche ora è molto piccolo per alcune cose ma, ovviamente, la crescita è in divenire. Ho voglia di fare la sua mamma: lui sa che la sua mamma e il suo papà corrono, ormai l’ha capito.
E allora per ogni allenamento, con la scusa del caldo, parto alle 5.30 e torno prima che lui si svegli (alle 7.00) perché voglio vedere quel sorriso a sei (quasi otto) denti. Quando c’è il lungo cerco di tornare per la seconda colazione fuori tutti assieme del fine settimana: generalmente ho le gambe rotte e sono stanca, ma non la voglio perdere. Voglio, in qualche modo e con fatica, essere tutte e due le cose insieme.
E allora, per adesso, ho cambiato idea, ho cambiato obiettivi.
Mi ero iscritta ad una gara lunga, con una marea di dislivello. Farò sempre la stessa gara, ma nella sua distanza più corta. E ho da fare una menzione a questo proposito: il mio allenatore mi aveva appena mandato la scheda per 43km con 3100d+, in tre giorni l’ha cambiata con obiettivo 23km e 1400 d+. L’ha fatto perché è padre e ha capito cosa stavo dicendo, cosa stavo provando, ha capito che la corsa si adatta a chi siamo in un determinato momento della vita.
(Spoiler: ho deciso che da ottobre torno sulla strada, almeno per l’inverno direi).
Socrate ripeteva allo sfinimento quelle due massime che tanti si tatuano senza poi ragionarci troppo: “Conosci te stesso” e “So di non sapere”. Cambiare idea è un atto di umiltà nei confronti di noi stessi: significa riconoscere che la conoscenza non ha un limite, non è raggiungibile in maniera definitiva, è una ricerca continua. La verità, su di noi, su chi siamo, si avvicina mettendo in discussione certezze e azioni, rimescolando continuamente le carte di tavola.
Interrogati e cambia idea.
P.S. Buon primo compleanno amore mio, la mamma e il papà ti vogliono tanto bene.
Grazie per essere arrivatə fino a qui; con l’estate cercherò di guadagnare costanza: se ti va di supportarmi ti lascio qui il link al mio profilo Instagram.
Angela





Brava Angela, ammiro tanto chi sa fare un passo indietro o cambiare idea con serenità e coscienza. Lo trovo un atto di grande maturità e di rispetto di sé stessi. Un abbraccio e tanti auguri in ritardo al grande piccolo Ludovico (ma che ganasse ha?!)