Attraversarsi
Dal Chaos si crea un Kosmos come lo vuole lui, non come lo vuoi tu.
Dopo quella prima corsa che più che corsa definirei spolmonata, molto utile però, decido che è forse il caso di prendermi cura di quel kosmos che avevo sotterrato in qualche parte di me. Un mondo intero, fatto di emozioni poco validate e di persone che se ne sono andate o che io ho allontanato.
A lungo mi chiedo come fare e la risposta arriva un po’ da sé: fai un viaggio da sola; ma non un viaggio qualunque in un qualche resort o in una qualche località già pronta fatta e finita, fai un viaggio che ti impegni e che ti faccia faticare.
Il 31 Luglio 2023 decido di lasciare i miei gatti ad una cat sitter che va a trovarli a casa nostra due volte al giorno e in questo modo mi custodisce anche la casa che avevo comprato da poco, il mio gioiello.
Metto uno zaino con 3 paia di pantaloni da montagna, un paio di ciabatte, 2 magliette e una felpa, un po’ di mutande e due cose da bagno (che opportunamente perdevo), chiudo la porta di casa e vado a Roma a piedi, da Torino.
Sono 750 km di asfalto e sentieri lungo la Via Francigena, che io percorro a gruppi di circa 60 km al giorno, in totale solitudine.
Accompagnata a volte da persone che conosco per strada o negli ostelli, ma che non camminano mai con me, perché io divento una sorta di carro armato che va a 9’ al km e che fa dislivello come se fosse acqua.
Ogni giorno,
anche se avevo dormito male,
anche se avevo i buchi sui piedi,
anche se lo zaino mi pesava enormemente,
partivo, zoppicavo i primi due km e poi continuavo.
Cosa mi portava avanti?
La testa.
La volontà di arrivare a Roma non per un motivo reale di vedere la strada che stavo percorrendo ma perché avevo proprio bisogno di fare strada, e di prendermi 10 ore al giorno per me, in cui cantare, ascoltare, perdermi, piangere, urlare, pensare.
⸻
Quella strada, quei 750 km, quella velocità ero io:
mi stavo attraversando.
⸻
A Roma ho trovato Angela.
L’ho guardata allo specchio e ho visto un kosmos così caotico da spaventare chiunque, ma non più se stessa.
Ero a pezzi, sporca (solo in due ostelli c’era la possibilità di fare una lavatrice e io ci ho messo 17 giorni), cotta dal sole di agosto attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, una punta di Liguria, Toscana e Lazio, probabilmente più magra, ma non sono mai stata così intera come quando mi sono guardata in quello specchio.
Due piccole aggiunte.
Sono rimasta a Roma qualche giorno e sono andata a comprare le mie prime, decenti, scarpe da corsa e ho fatto la mia prima corsa vera lungo il Tevere. Ho deciso che avrei cominciato a correre e avrei fatto almeno una maratona; ho pensato: sono riuscita a farne 750 a piedi, vuoi che in qualche modo non riesca a farne 42 di corsa?
Quello che conta è una cosa sola: il viaggio.
Durante quelle giornate ho ascoltato la voce di Tommaso raccontare la sua 100 miglia in beneficienza in un podcast. Gli ho scritto su Instagram; dopo meno di due anni è nato nostro figlio.
Che quel mondo caotico che avevo scoperto abbia creato un kosmos nuovo?
Credo proprio di sì.
Guardati allo specchio.
⸻
Continuo a raccontarti di me, di sport e di vita sul mio profilo Instagram (nato proprio quando sono partita per la Francigena). Se ti va, puoi partire da lì: dal post del 31 Luglio 2023.




